domenica 23 febbraio 2025

Goffredo Petrassi: Noche oscura. Musica per Luigia Zamorano. Cura Claudio Di Scal

  



Kierkegaard tosse con sangue core infelice - cds 




Claudio Di Scalzo

MUSICA PER LUIGIA ZAMORANO
CON KIERKEGAARD E PETRASSI


Notte oscura, una delle tante di Kierkegaard che rammenta Regina Olsen, la fidanzata. In punta di matita su labirinto di ghiacciate macerie disegno. Succede nell’approssimarsi dell’alba di udire la Noche Oscura di Goffredo Petrassi. Succede che respiri fiamme nel sonno come dormiente sul freddo Urano. Succede ricordi sospiri di marzapane un tempo a te offerti. Succede. E nel borgo viola del mattino muovere un altro passo verso te. Aiutato da un coro da un orchestra.


GOFFREDO PETRASSI

Noche oscura, cantata per Coro misto e Orchestra (1950/'51) Prima parte

Noche oscura, cantata per Coro misto e Orchestra (1950/'51) Seconda parte

Noche oscura, cantata per Coro misto e Orchestra (1950/'51) Terza parte




lunedì 3 febbraio 2025

Claudio Di Scalzo: Pascal Comelade per il francobollo dell'Esploratore per Luigia Zamorano. 2010





… per il bianco-pieno del francobollo che va verso l’Antartide, ti segnalo come accompagnamento musicale questo pezzo di Pascal… nostalgico come te, romantico come lei, antico come te, leggero come lei, vivace come te, perduto come lei…


PASCAL CAMELADE
 

 

 

giovedì 6 giugno 2024

Claudio Di Scalzo: Jeanne Hébuterne scrive a Modì. Canzoniere di Karoline Knabberchen


CDS: "Petali per Jeanne Hébuterne" - 1986





Claudio Di Scalzo


JEANNE HÉBUTERNE SCRIVE A MODÌ

Canzoniere di Karoline Knabberchen

 
Essere lo slancio sul mio fianco, oh!, che darei.

Crescere e nutrire una parte per volta: particolari, intagli dentro giovani qualità.
Identificami con un aggettivo e sia questa, d’ora innanzi, la mia arte!
La falce di luna che divide la nostra vista risiede dentro questa casa. Ha messo radici e deride la mia nudità: illumina stanze come una abat-jour e non c’è verso di smorzarne il chiarore.
Vedi, se potessi nascondermi in un frammento, mi pianteresti ancora, con la bella stagione, dentro la terra morbida nel vaso sopra il davanzale. Sboccerei diversamente, aggiustando ciò ch’è guasto in natura.
Stringeresti la mia vita e io non me ne pentirei. Ogni abbozzo migliorerebbe l’esito al precedente, e, senza accorgercene, saremmo felici.


È di gomma l’essere. Se lo spolpi rimane tra i denti il suo Io che sa di vecchio rogo, d’Inquisizione ed erbe aromatiche bruciate assieme alle creature sterili della mia immaginazione.
Cerca di averne cura, per quel poco che vale sopra questa terra.



da "Le età dell'angelo svizzero Karoline Knabberchen" - 1986








SULL'OLANDESE VOLANTE


BARRA ROSSA: "KAROLINE K"


BARRA ROSSA: CDS/KAROLINE KNABBERCHEN




domenica 11 dicembre 2022

Claudio Di Scalzo: Suite Bergamasque per Aglaia e Maestro delle Onde

CDS: "Aglaia ascolta Debussy"





Claudio Di Scalzo

 SUITE BERGAMASQUE PER AGLAIA E MAESTRO DELLE ONDE


Questa mattina ho pasteggiato con l'amor mio Debussy. Sai quanto le colazioni visionarie mi aiutino poi a riversarmi in strada e sopportare le follie di questo nostro mondo.

Ascolto la "Suite bergamasque" e ovviamente tengo visibili sul tavolo, sul tuo posto, i versi di Verlaine  dalle "Fêtes galantes": ho apparecchiato anche per lui, tazzina e biscotti.

Ricordi quando mi portavi a passo di danza dal divano alla libreria con questa musica a guidare noi, impacciatissimi? E tu, libro aperto, declamavi "...'qui volt charmant masques et bergamasques'! ... Al Clair de lune ti bacerò ancora... ma la strada è lunga ancora... dal divano alla finestra almeno!" Ci pestavamo i piedi, sempre! E questa romantica minuscola passeggiata sfociava irrimediabilmente in risa.

E' un brivido folle, di infinita dolcezza. La tua mano sul mio fianco. Ed i baffi fini  che mi sfioravano appena l'orecchio, mentre sussurravi a memoria i versi dal "Clair de lune".

Era, sulla pelle, la stessa sonorità rarefatta, erano le stesse sospese dissonanze della Suite... Il nostro dialogo tra voci, anche il nostro è fatto di accordi staccati, ampie volate e brevi episodi polifonici.

Non soffro più di quei bruschi mutamenti d'umore, quella 'malancholìa' che mi conduceva per ore nella notte in labirinti privi di ragione… O meglio, ora ne riconosco l'incedere come alito sulla mia nuca, e non mi lascio sorprendere. 
Certo le tue mani che tante volte han fatto corolla al mio viso, alle mie lacrime, sono state farmaco. Han lenito anche quanto di me non puoi conoscere, ed è questo il nostro più luminoso segreto, e il più nascosto.

Attendo la primavera. Mi manca la tua fisicità. Del resto, tutto conservo di te.

Ti bacio, come sai. Tua, sempre, Aglaia










Aglaia (legata al Maestro delle Onde) dal 2011 diventa personaggio di un romanzo transmoderno e polifonico. Evocante il melodramma e l'immaginario della musica classica. Nella sezione IMMAGINARIO dell'OLANDESE VOLANTE appare quanto è cornice visuale sul personaggio di AGLAIA. Prose con musica e racconti illustrati, con protagonista Aglaia compaiono nell'Annuario TELLUS 30, 2009, "Nomi per 4 stagioni". Volume che verrà ripubblicato, nelle sue parti significative, su L'Olandese Volante.






martedì 18 maggio 2021

La mia vita segreta, quella di Luigia Z, quella di Leonard Cohen




          LA MIA VITA SEGRETA, QUELLA DI LUIGIA Z, QUELLA DI LEONARD COHEN

Leonard Cohen, qui nonno, è tornato a cantare. La sua vita segreta. Perché dopo aver smesso di calcare i palchi si è accorto che l’amministratore delle sue risorse pensionistiche in dollari gli aveva portato via tutto. Tutto. Mi sta simpatico a chi capita che gli portino via tutto. Primo perché è da scemi, e anch’io lo sono, secondo perché dimostra al ladro che può godersi il malloppo ma che l’artista ha ancora in sé il “suo” tesoro. In questo caso la voce, la voglia di scrivere altre canzoni, insomma gli fa un piacere. Cohen è venuto anche a Lucca. L’anno scorso. L’ho ascoltato Luigia, dalle Mura. Meglio che in Piazza Napoleone. Devo dirti che non so scegliere tra Eric Burdon che invecchia allargandosi e Cohen che invecchia assottigliandosi con il collo a tartaruga. Eric stravizia Leonard fa l’asceta. Vita segreta di eccessi e vita segreta di recessi. Il Rock è proprio uno strumentario utilissimo. E c’è chi ancora legge la storia della poesia italiana. E ci impara sopra. Stanotte ho avuto la mia vita segreta messa in luce, Luigia, con la pagina di un quaderno manoscritto, e una dedica a mamma! Ora è alba più fumosa d'una benedizione incensata nella festa di sant’Alesssandro a Vecchiano. In questa foschia respiro a pieni polmoni. E occhi caracollanti malizia. Ti garberebbe vederli. Ne sono convinto. Mi senti tuo quando corro pericoli. Quasi irreparabili. Perché come te non baro dinanzi a quanto chiede il destino. Nella mia vita segreta questo è in luce. Spargici sopra un sorriso un bacio. Mi aiuta a raggiungerti. Tuo Accio


LEONARD COHEN
IN MY SECRET LIFE





 

mercoledì 3 marzo 2021

La mia vita segreta, quella di Luigia Zamorano , quella di Eric Burdon.


 

LA MIA VITA SEGRETA, QUELLA DI LUIGIA Z, QUELLA DI ERIC BURDON

Andiamo dietro a Eric Burdon stasera e stanotte Luigia mia. La mia vita segreta, la tua, il segreto della vita per lastra spettrale di ghiaccio, per piana alpina fradicia d’acqua, il segreto della vita come fuoco di bengala sul pallore dell’uniforme distanza dove - ogni giorno - accadono ecatombi d'occasioni perse, eppure tu ancora ti commuovi guardando il pinguino sentinella di una “sua” segreta vita, e io mi stordisco a vedere un merlo sul davanzale che la "sua" segreta vita l’ha affidata al dio conosciuto con nome cielo. Perché anche noi non potremmo avere questa lungimiranza nell’attesa?
Sono stato molto debole questa settimana, Luigia. Agguati dei sogni. Ora stanno tornando le forze. Il rock blues è qualcosa che carica la molla della pianta dei piedi. Tuo Esploratore



ERIC BURDON

MY SECRET LIFE





 

giovedì 3 ottobre 2019

Il Mahler della Sesta sinfonia per Luigia Zamorano


  
                                                                    Gustav Mahler


Caos allucinato della musica. Parte finale del quarto movimento della Sesta sinfonia di Mahler, il Mahler più estaticamente apocalittico, nell'esecuzione di Leonard Bernstein.
 

Cara Luigia Z, ho visto quest’oggi la distesa polare che t’imprigiona come se fosse l’arte moderna che ha abbandonato ogni forma di conoscenza sia nel percepire il silenzio di quanto eternamente rinasce senza darne notizia all’essere sia quanto nel tempo, anche noi due dunque, ogni giorno devono misurare il proprio sé con un vitalistico, auspicato, sole. Per tradurre questo orfismo serale un po’ incomprensibile, l’arte ghiacciata polare moderna non ha in sé il principio di speranza. Per sopportare questa immagine, che veramente rischiava di farmi naufragare in una forma di ebetudine, sono ricorso a Gustav Mahler, Sesta sinfonia, quarto movimento. Così sono arrivato fino a potermi sbriciolare della mollica sotto ai denti. A nutrirmi. Tuo Accio


Ad ottobre anche sull'Olandese Volante




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