Perché condensa? Sono sempre stato un lettore della cronaca. Mi interessano i lamenti che il fatto nudo e crudo propone coniugandosi con l’esistenza nella sua parabola. Mi attrae l’evento che vince il silenzio e ne è inghiottito nuovamente come un braccio alzato nella nebbia. Sono convinto, anche leggendo maestri come Buzzati e Gadda e Bernhard, che lo sguardo sulla cronaca - attraverso una specie di vetro linguistico - possa condensare notizie dell’umanità nella quotidiana crepa di un delitto, di un incidente, di una fuga, di uno spettacolo, ma senza dare interpretazioni. Su questo fiato, d’osservatore condensato in parole, provo-provai a segnare la dedizione a stili diversi: dal grottesco al patetico all’umoristico al tragico, mischiando il vagito dello sconcerto con la vacuità di una data.
Sotto questo titolo è cresciuta negli anni la scommessa stilistica di raccontare la cronaca o le cronache di un luogo limitato nello spazio, come una valle alpina, in maniera da poterne conservare memoria senza concedere troppo ai nessi narrativi ma anche senza farne a meno. Trovare una cadenza, quasi una prosodia, oscillante fra il silenzio, anche banale sugli eventi raccolti e la solida presenza del fatto. Poi ironia a volte, tragico altre, medietà di stili altrove, riversate in queste cronache condensate, che secondo me meritano una lettura in sequenza da calendario. Da almanacco. Andamento che tenterò con il Weblog BIBLIOTECA DOMESTICA.
Le “condense” sono state pubblicate in modo aperiodico su VAOL, Valtellina On Line, e prima ancora su di un semestrale, supplemento di TELLUS, progettato da me e da Marco Baldino, che uscì con pochi numeri: TELLUSfolio. (Quest'ultimo sarà il nome del Giornale Telematico Glocale fondato da Claudio Di scalzo ed Enea Sansi nel 2005. Pubblicato dall'Editrice Labos). Certe "Cronache valtellinesi" sono comparse anche sul mensile locale valtellinese 'L Gazetin. CDS
CONDENSA - CRONACHE VALTELLINESI
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Grosotto. Darsi la morte ad aprile. A.S.B. si chiamava. Tre lettere nei giornali. Vogliamo tradurle con Atroce-Sonno-Bestiale? Mi legherò ai polsi i cavi elettrici scoperti e infilerò la spina nella presa, pensa sotto a un soffitto sempre più calamitoso. Atroce morte: l’arresto cardiocircolatorio arriva dopo mezz’ora. Estenuante elettrica carbonizzazione della carne prima del sonno eterno.
Bruciano le terapie, i medicinali, i Prozac, le teorie freudiane e junghiane. Ballano il loro delirio riassuntivo i neuroni abbracciati a Thanatos. Bestiale strappo anche nella vita di chi rimane con i lembi dell’enigma che questo corpo piagato impone. Un gesto incomprensibile, dice la vicina al telefono. E il suo ragù in cucina rischia di attaccarsi alla pentola.
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Mi uccido con il gas di scarico dell'auto, dice a se stesso A.M. È primavera, nella città vecchia di Sondrio, il polline vaga stordendo gli insetti. Ma alle spalle di A.M., due lettere, Addio Mondo, c'è un'unica stagione germinante musica Techno. Ha deciso di dormire in macchina rientrando tardi da ballare, diranno i miei genitori. Si adagia sui sedili ribaltati dopo aver chiuso la saracinesca. Apre i finestrini. Saranno tormentati dal dubbio per il resto della loro vita. I giornali titoleranno "suicidio o morte accidentale?". Il giovane inspira profondamente. Tossisce. Morire lasciando due plausibili spiegazioni accanto al mio cadavere è veramente da matti, borbotta sentendosi ingrossare la lingua. Il suo "caso" darà dei problemi all'elenco dei suicidi valtellinesi: tre o quattro in una settimana?
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I cervi sono più al sicuro nel cartone animato di Biancaneve, dice al professore un ragazzo che si atteggia a cinico. Anche nella fiaba di Perrault se ne stanno tranquilli, risponde il professore alzando gli occhi dal giornale locale. Lo studente sbuffa dentro di sé. Capisce che il prof. ha più rimandi. La letteratura vince contro il cinema d'animazione? Le mele avvelenate hanno forato ai cervi di Sernio le budella, prosegue il ragazzo, e se la cerva viene baciata da un cervo innamorato non rivivrà di sicuro. Si passa la lingua sulle labbra e fa una risatina. Il professore fissa il suo studente e aggiunge: chissà se le mele erano valtellinesi o del Trentino. Poco distante una ragazza ascolta la conversazione, scuote il capo, e mormora uscendo di classe: ma a voi due non vi avvelena nessuno?
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Allo svincolo stradale di Talamona due prostitute africane corrono nella boscaglia inseguite da due attempati agenti che vogliono controllarne i documenti. Raggiunte le immobilizzano. Una non indossa mutandine e ha i glutei graffiati. All'altra penzolano i seni fuori dalla scollatura della ristretta maglietta. Sembrano due pantere, si dicono i due carabinieri ai quali i genitori leggevano Cino e Franco nella Giungla. Le prostitute aggrediscono, come fiere inferocite?, gli agenti, e saranno rinviate a giudizio.
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La veggente di Medjugorie ha fatto visita all'Aprica. Presente il vescovo di Como. Nei giorni successivi un bambino che frequenta la quinta elementare ha detto alla mamma di aver visto, a più riprese, tingersi gli abeti di rosso sangue. "Mammina sento che sta arrivando la guerra fra i popoli dell'Europa". La donna, visibilmente scossa, lo ha preso da parte: "Guai a te se dici qualcosa in giro". Addio fieno nei prati con i pellegrini scalpiccianti davanti a casa. Magari se avessimo avuto un negozio qui, sarebbe stato un affare. Il bambino la guarda e intima: "Però mi compri la maschera da Batman!”
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I due teppisti si sono addormentati nella loro auto. Hanno faticato molto. La distruzione coniugata all'ottusità sfianca gli animali feroci, figurarsi due damerini con abiti firmati e capelli scolpiti con il gel. Schiuma, schiuma degli estintori rovesciata nei corridoi di un istituto per geometri, per maestre, per liceali. E porte sfondate e mobili azzoppati e quadri spezzati e registri stracciati. Uno è un ex studente. È il gregario che ha avuto l'idea. L'altro è il capo con qualche centone in tasca raggranellato non si sa come. Sghignazza mentre l'ebete studente fallito socchiude gli occhi e apre la bocca. Hai visto che sdrumata rossa ho sparato sul registro della mia prof.? Riconoscerà la mia firma spray? Se tu l'avessi fissata ogni giorno come me capiresti, ma tu conosci soltanto carburatori e marmitte. Prima insegnava al Professionale per il Commercio. L'ho incontrata lì la prima volta: era la mia prof. d'italiano nel biennio. Mi ci sfinivo. Occhi alla Cucinotta, capelli neri, seno lievitato. Una vera draga dark. Anche i professori le sbavavano dietro. Ma lei era incantata da un amore impossibile o aveva bacata la testa. Dici che è la stessa cosa? Spazientito l'altro teppista pianta uno scapaccione all'amico in vena di confessioni. E piantala! Fatti una canna e fammi riposare. Nelle aule la schiuma gocciola e gocciola e poi diventa polvere finissima. Ostruirà le mucose dei bidelli intenti alle pulizie il giorno dopo. Ai teppisti ha fatto diventare gli occhi rossi. Se li strofinano nel dormiveglia come ratti.
Claudio Di Scalzo, da TELLUSfolio 1 (giugno 1999 - novembre 1999)